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...Sospesa tra mare, terra e cielo
"a miracolar mostrare", Capoliveri ti accoglie
in un'atmosfera tersa e luminosa, quasi
astratta, e subito ti avvince la
sua semplice eleganza, l'armonia dell'insieme, l'originalità del territorio, articolato in un
saliscendi di strade e vicoli che si dipartono erti e improvvisi, dritti o
curvilinei, offrendo di continuo squarci di panorama di grande suggestione,
in
cui verzure, lembi di lucente selciato, angoli aguzzi di case,
arcate, balconi fioriti, scorci di mare
si intrecciano armoniosamente.
Fuori stagione, scomparsi il turismo estivo chiassoso
ed invadente, il paese si riappropria
dei suoi spazi, dei suoi ritmi, dei suoi rumori e dei suoi
silenzi, della sua identità. Gente semplice per strada, che ti consente
un approccio immediato, rustico ma cordiale. Qualcuno saluta e sorride con aria
complice, una complicità ingenua e casereccia,
come di chi ti conosce da sempre.
Andando per strade in discesa che ti scappano sotto i piedi, ad
ogni angolo una visione che ti sorprende; ora una casetta con un fico di fronte
che nasce dall'asfalto e supera il tetto, ora un vecchio muretto su cui
sonnecchiano due gattoni rossi angorati, ora uno scorcio
nuovo di panorama in
cui diversi piani di case uniformi nello stile si stagliano contro il cielo
immacolato in un'architettura che sembra inventata,
ora grappoli di case dal
vecchio intonaco scolorito dal vento e dal salmastro e dai tetti
muschiati che dal culmine del paese scendono verso valle e
che nella nitida notte settembrina
assumono l'effetto di un grande
presepe, apprestato e disposto in modo perfetto.
Di notte, nitidissima notte, il firmamento avvolge
in tutto il suo splendore il paese, che sembra ora appeso al cielo,
sostenuto da un filo invisibile,
come una sua propaggine terrena.Il cielo è così vicino che si
contano le stelle, milioni di milioni, tutte visibili una per una: viene la
tentazione di contarle davvero se il numero infinito non ti scoraggiasse dall'impresa,
che in un primo momento ti è apparsa possibile.
Da questo angolo di mondo privilegiato dalla natura,
molti
nativi - gente civile, coraggiosa ed intraprendente - dovettero emigrare
in epoche diverse in cerca di lavoro e
di fortuna. Oggi tornare, o comunque decidere di vivere a Capoliveri, anche
in via definitiva, è una scelta
privilegiata, per non morire mai.

Un ringraziamento particolare a Paolo de
Gregorio
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