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Venere, come al solito distratta, non si accorse che la sua collana si stava
sfilando, così le gemme cadute in mare
formarono un arcipelago. La più importante delle
affascinanti pietre era l'Elba. Con la forma di un pesce
dalla grande coda, l'isola è lunga 27 chilometri e
larga 18, con una superficie
di 223,5 Kmq ed uno sviluppo costiero di
147 Km, l'ideale per una vacanza alla ricerca dei più nascosti meandri, delle
insenature più accoglienti e delle
spiagge più morbide.
L'isola, rocciosa e coperta di vegetazione, ha su ogni suo
lato ottimi ridossi e versanti caratteristici con punti molto particolari.
Punta dei Ripalti, all'estremo sud est è ripida ed a picco, Punta Calamita,
poco più ad ovest, nota soprattutto per l'influenza che
riesce ad avere sulle bussole che impazziscono nei suoi
pressi, è evidenziata dagli scavi a mezza costa, fatti
per estrarre la pirite. Punta Fetovaia nasconde
una piccola
insenatura con una spiaggia ben
attrezzata. Sul versante nord i due golfi di Procchio e
di Portoferraio sono divisi dal Capo D'enfola che
ripara una accogliente spiaggia.
Posta a chiusura del golfo di Follonica
e scortata a nord dall'isola di
Capraia ed a sud da quella di Pianosa, l'Elba ha un interno estremamente
suggestivo. Sovrastata dai 1019 metri del Monte
Capanne, di origine vulcanica, che forma la parte
occidentale dell'isola, ha una zona centrale pianeggiante ed ondulata,
mentre la parte orientale è rocciosa e rappresenta
la miniera
naturale dell'isola. Proprio le miniere per secoli hanno rappresentato la
principale risorsa, insieme alla coltivazione della vite che dà ottimi vini
come l'aleatico il sangioveto ed il prolanico.
Ci furono poi invasioni spagnole, francesi e
perfino tedesche, alla ricerca,
naturalmente, del ferro. Nel 1803 divenne francese e nel 1814 arrivò
Napoleone
che, non avendo altre occupazioni, organizzò l'isola costruendo strade,
potenziando le miniere e rendendo l'isola il più possibile indipendente. Dopo
l'unità fu adibita a penitenziario, mentre nei primi del novecento si installò
la prima acciaieria, ma la produzione finì con i bombardamenti.
Dal dopo guerra la maggior attività dei suoi abitanti è il turismo.
Ma facciamo insieme un immaginario giro via mare dell'isola d'Elba, iniziando
per tradizione dal capoluogo, Portoferraio,
porto amato da Nelson che lo chiamò "porto perfetto",
per la sua conformazione.
Nell'ottavo secolo le miniere erano sfruttate
dagli etruschi e poi nel 300 a.C. dai romani che
fondarono sul ferro elbano la potenza delle loro armi. Dominio di Pisa,
contesa
dai saraceni, l'isola dovette essere difesa
dalle continue incursioni anche dei pirati come
Mughetto, Dragut ed il terribile Barbarossa. Nacquero così le torri
e le fortificazioni che servirono a difendersi anche dalla vicina repubblica di
Genova che impose il suo dominio dopo la famosa battaglia della
Meloria.
Chiamata Aethalia dai greci, che ne ricordavano l'ospitalità data a
Giasone ed agli argonauti che qui ripararono la loro nave, fu nominata Ilva da
Virgilio, quando racconta dei suoi prodi guerrieri che vennero in
aiuto di Enea. Ma l'Elba era abitata nella
preistoria, come dimostrano i numerosi resti di
oltre 50.000 anni fa, quando l'isola era ancora unita alla terra
ferma, dalla quale si
divise con lo scioglimento dei ghiacci. Nel neolitico vi si cercava
il rame, diventando il primo insediamento di minatori della storia.
Arrivando spiccano subito le fortificazioni medicee,
site su resti medioevali, romani ed etruschi.
Tutta la storia dell'isola in pochi
metri di imponenti mura. La cittadina si dirama in vicoli piazzette e scalinate
per salire fino alle mura, da cui si gode il panorama più suggestivo.
Uscendo dalla grande rada si trova sulla sinistra lo
scoglietto, sormontato da un faro, navigando verso ovest si incontra la splendida
spiaggia delle Ghiaie, con fondali molto ricchi di vita. Verso
Procchio, passando per Capo d'Enfola, la costa è frastagliata
fino alla Biodola. Davanti alla spiaggia c'è il relitto
di una nave oneraria romana in buono stato di conservazione. Poco più in là
c'è
Marciana Marina, il più piccolo comune di tutta la
Toscana, un paese molto curato, con traffico limitato e
negozi tipici e di alta moda.
La circumnavigazione dell'Elba continua verso
punta Polveraia, in vista della Corsica che è a poche miglia,
ma per trovare un approdo bisogna arrivare più a
sud, dopo punta Fetovaia, a Marina
di Campo. La cittadina
offre la sua famosa spiaggia, con campeggi allestiti e la visita alla chiesa di
S. Massimiliano, dove è contenuta la reliquia del santo contesa dagli abitanti
del Giglio.
I golfi di Lacona e di Stella, divisi da Capo Stella, offrono
un adeguato
ridosso dai venti del nord, ma se arriva aria da sud, conviene scappare,
oltrepassando Capoliveri, a cui si è dedicato una
sezione a se, verso
Porto Azzurro, insinuandosi nel fiordo che lo ripara, insieme a Cala di Mola,
senza farsi imbrogliare dalle mendaci bussole più attratte
da Punta Calamita
che dal nord magnetico. La cittadina è un vero salotto
che si
affaccia sul mare con la sua capiente piazza. Il tutto è sormontato dalla
fortezza di San Giacomo, attualmente usata ancora come penitenziario.
Più a Nord, sempre sul lato orientale, c'è Rio Marina,
dominata dalla torre degli Appiani che risale al 1534. Ancora
qualche miglio a nord c'è il porticciolo di
Cavo, situato nell'estremità nord orientale,
uno dei punti più belli dell'isola, tra i primi ad essere sfruttati
turisticamente. Da qui a Portoferraio la costa è
molto pescosa e ricca di
cale e piccoli golfi, alcuni dei quali sono raggiungibili soltanto via mare.
Una meta l'Elba, per trascorrere una vacanza
a 360 gradi. storia e cultura, natura e relax,
si fondono in armonia per non far dimenticare il valore che
custodisce in se la Perla del
Mediterraneo...

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